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Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. Greco

La straordinaria Juliette Gréco fu senza dubbio la Musa dell'Esistenzialismo ma anche un'artista leggendaria e donna eccezionale

Relatore: Prof. Leonardo Augusto Greco

Al centro di Parigi, nel VI arrondissement, al termine della Rue de Rennes, tra il Boulevard Saint Germain e la Senna si trova il quartiere di Saint-Germain-des-Près, sorto intorno all’Abbazia omonima, consacrata nel 558 da Germano, vescovo di Parigi.

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Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoÈ una zona che i turisti non mancano mai di visitare in quanto, da sempre, centro di cultura, dell’editoria, delle gallerie d’arte e della moda parigina.

La fama del quartiere si deve tuttavia, non soltanto agli intellettuali che, a partire dal XVII secolo, hanno frequentato assiduamente le sue strade, ma anche agli Enciclopedisti, a Voltaire e Rousseau. I rivoluzionari Marat, Danton e Guillotin abitavano nella zona e frequentavano il celebre Café Procope tutt’ora esistente

Durante la Rivoluzione, Saint-Germain-des-Près era un luogo strategico e gli edifici del monastero servivano come depositi per la polvere da sparo.

Comunque fu dopo la seconda guerra mondiale, che il quartiere divenne un importante centro culturale dove, da tutto il mondo, convennero filosofi, scrittori, attori, musicisti e cantanti famosi

Nel 1945, Parigi era stata liberata dai tedeschi; erano finalmente finiti cinque anni di incubo.

Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoUna giovane juliette Greco originaria di Bordeaux, trapiantata a Parigi, ad appena sedici anni era stata coinvolta nella Resistenza. Arrestata dalla Gestapo, aveva pure rischiato di essere deportata. Trasferitasi nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés divenne un’accanita bohemienne. Nel 1949 ebbe un’intensa relazione col trombettista Miles Davis che però non durò a lungo.

Juliette Greco non vuole più soffrire: ha un unico desiderio  frequentare gli amici e gli intellettuali di Saint-Germain-des-Près.

Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoI locali notturni e le birrerie sono frequentati da jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Albert Camus e tanti altri come Ernest Hemigway, Francis Scott Fitzgerald, Jacques Prévert, Jean Cocteau, Salvador Dalì e Pablo Picasso (che qui dipinge il celebre quadro "Guernica")

Nel 1948 il quartiere è il luogo simbolo del dopoguerra. I giornalisti impazziscono per i giovani che lo frequentano. La coppia Sartre-Beauvoir è l’emblema del pensiero di quegli anni, l’esistenzialismo. E’ una corrente che insiste sull’essenza dell’individuo e sul vuoto che caratterizza la condizione dell’uomo moderno, in un mondo completamente estraneo ed ostile

Juliette Gréco scrive:

'Saint Germain diventò per qualche anno il centro del mondo artistico e letterario –  un luogo di incontri privilegiati. Ma sotto un mucchio di speculazioni, c’era una realtà. L’inquietudine di coloro che si cercavano col desiderio folle dell’incontro, dell’amicizia e della condivisione, dello scambio. Il riso crudele della giovinezza e il tirocinio della nostra nuova libertà ancora recente. Godevamo fino in fondo della parola liberazione'

I caffè, che restavano aperti fino a notte inoltrata, pian piano entrano nella legenda.

Dagli artisti più conosciuti, spesso questi locali accettano, addirittura di essere pagati con dipinti ed altre opere.

Le targhe, visibili sulle vie strette e pittoresche, testimoniano la presenza nel quartiere di questi personaggi.

Ancora oggi è possibile sedersi in uno di questi caffè storici dove si discuteva d’arte, di politica, di correnti letterarie e i filosofi, come Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, erano disponibili ad ascoltare i discorsi dei giovani rispondendo con grande garbo alle loro domande. Era la filosofia di strada.

Tra i mitici locali della Parigi artistica e letterale c’erano

·         Il Café Procope che, fondato da un siciliano, fu il primo caffè d’Europa.

Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoLo frequentarono Voltaire, Diderot, Rousseau e nell’800 Paul Verlaine, Victor Hugo, Alfred De Musset e Honoré de Balzac

·         Le Café de la Paix: tra i suoi prestigiosi ospiti ricordiamo Emile Zola, Guy de Maupassant, Oscar Wilde, Marcel Proust, André Gide ed Ernest Hemingway

·         La Closerie de Lilas: deve la sua fama a Paul Cézanne, Théophile Gautier, Guillaume Apollinaire. Anche Oscar Wilde Louis Aragon e Samuel Beckett ne fecero il loro luogo prediletto.

·         Le Café de Flore - l’epico locale ha accolto i più importanti nomi della letteratura mondiale: Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoJean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Albert Camus, Boris Vian e Jacques Prévert

·         La Rotonde - frequentato da Guillaume Apollinaire, Amedeo Modigliani, André Breton, Louis Aragon e Raymond Queneau

·         Le Tabou: uno scantinato situato in Rue Dauphine 33 – scoperto e creato da Juliette Greco.Vi avevano portato un pianoforte. Boris Vian suonava la tromba.

Tutti cantavano e si divertivano. Erano giovani allegri e spensierati che volevano dimenticare le atrocità della guerra.

Juliette era la regina del locale. La sua immagine provocatoria era la rappresentazione di quel mondo. Indossava maglione e pantaloni neri come i suoi lunghi capelli

·         Jean Paul Sartre la convince a cantare. Le regala anche una sua composizione 'La Rue des Blancs-Manteaux' la strada dove nel passato si ergeva una ghigliottina.

Alla sua prima esibizione, nel 1949, c’è una gran folla e tutti la identificano come 'la cantante esistenzialista'. A partire da questo momento il suo look diventa una moda: tutti vogliono imitarla.

Con la sua maniera di vestire e il suo aspetto trascurato Juliette sa di provocare: la sua è un’immagine sfrontata, indecorosa, un vero tabù che il pubblico stenta ad accettare.

Anche le sue canzoni sono sfacciate ma argomentano in modo concreto e reale, con il favore di intellettuali e ideologi

Nasceva così la canzone d’autore: poeti, intellettuali e filosofi vogliono stupire con un codice anticlericale e immorale.

·         Il club, che era diventato famoso come ritrovo degli esistenzialisti, restava aperto fino alle 4 del mattino. Poeti come Tousky, Camille Bryen e de Beaumont frequentavano la sala. Tra gli scrittori ricordiamo Queneau, sartre, Camus e Pichette. E’ in questo paradiso sotterraneo che si affermò il jazz con un trio composto da Boris Vian e dai suoi due fratelli.

Il Tabou, colmo del fumo delle Gauloises, diventò una vera leggenda quale punto d’incontro per giovani bohémien, nonché per una miriade di musicisti e artisti famosi.

 Jean Cocteau e il leggendario trombettista Miles Davis Boris Vian tutte le sere erano al Tabou dove cantava la straordinaria Juliette Gréco, la Musa dell’Esistenzialismo.

Il declino del locale cominciò quando, a seguito delle insistenti lamentele dei residenti, il locale fu costretto a chiudere a mezzanotte. Il mondo eccezionale di Saint-Germain-des-Près si avviò lentamente alla fine e il fascino di quei tempi unici scomparì per sempre.

Negli anni ‘60, Juliette Gréco, che era stata l’ispiratrice del quartiere, cantava la nostalgia e il rimpianto dell’epoca straordinaria di Saint-Germain-des-Près

La struggente canzone, 'Il n’y a plus d’après', fu scritta nel 1960, proprio per lei, da Guy Béart, e può essere ascoltata su 'youtube'

Per Juliette, divenuta la Musa degli esistenzialisti, scrissero i testi Jacques Prévert, Léo Ferré, Georges Brassens, Charles Trenet e Charles Aznavour.

Del suo repertorio fanno parte Si tu t’imagines di Raymond Queneau - La Fourmi  di Robert Desnos - Les enfants qui s’aiment di Jacques Prévert - La belle vie - À la belle ètoile, censurata nel 1951. Je suis comme je suis - Les feuilles mortes - Je hais les dimanches: ove la domenica, rappresentata come un giorno sacro dalla gente comune, è in realtà un giorno noioso ove regna sovrana la nausea sartriana.

Sartre afferma: 'La voce di Grèco è morbida, calda; la sua gestualità è misurata, calma, elegante, le parole diventano pietre preziose che accendono il fuoco'.

Le dà alcuni libri di poesie e le chiede di sceglierne alcune. Lei sceglie Si tu t’imagines . In questa canzone si avverte il senso di precarietà della vita con il tempo che scorre veloce:  Se pensi ragazza, se pensi che durerà per sempre la stagione degli amori quanto ti sbagli ragazza!.

Léo Ferré le propone la divertente Jolie Môme e Paris Canaille, canzone, inizialmente censurata per aver osato accostare potenti e politici alla 'feccia della società'; con Juliette diventa uno dei brani più amati.

Georges Brassens le dona la Chanson pour l’Auvergnat, ovvero la canzone per un abitante dell’Alvernia, regione centrale della Francia. Canzone antimilitarista.

Nel ’60 Juliette canterà un’altra canzone memorabile di Brassens: Le Temps passé, testo in cui emerge tutto il sarcasmo dell’autore: Secondo calcoli complicati/vent’anni sono un bel po’ di felicità/i miei vent’anni li ho persi in guerra/dall’altro lato del campo di battaglia/se ho conosciuto un tempo schifoso/senza dubbio è stato quello dei miei vent’anni.

Di Jacques Brel Juliette sceglie Ça va (Le diable), canzone profetica e di condanna dell’essere umano e di tutte le sue mostruosità: la guerra, il terrorismo e le bombe sui treni, la miseria degli ultimi, la disonestà.

Di lui canterà la celebre canzone d’amore 'Ne me quitte pas' ma anche l’angoscioso On n’oublie rien sull’impossibilità di non riuscire a dimenticare le cose più dolorose

Juliette canta anche i testi di Françoise Segan, come Sans vous aimer, canzone su un amore fatto di desiderio e passione. È una relazione affettiva tra le due donne, che le tiene unite e vicine per molti anni.

'Eravamo vicini alla sinistra – dice oggi Juliette - denunciavamo il capitalismo e il dispotismo ricordando l’esecuzione nel 1936 di Federico Garcìa Lorca'

La stessa Mon fils chante è un inno alla lotta per la libertà e la speranza di un futuro migliore.

Serge Gainsbourg le propone Accordéon, storia di un fisarmonicista che vive di elemosina

e poi La Javanaise, dove Juliette esprime tutta la sensualità della sua voce.

La Gréco spazia nella scelta delle canzoni, non rinunzia a cantare testi provocatori, maliziosi, o eversivi. Alcuni testi di Juliette furono censurati come

La Complainte di Raymond Queneau perché, per diciassette volte, è ripetuta la parola coglione.

Qu’on est bien di Guy Béart perché ritenuta alquanto erotica

Nel 2009 a ottant’anni, torna in scena al Théâtre des Champs Èlyséès, celebrata come una regina.

Recentemente ha inciso ça se traverse et c’est beau contenente tredici canzoni. Tredici storie, che narrano dei ponti di Parigi e del significato intrinseco del ponte nelle relazioni umane. Anche in questo nuovo lavoro Juliette ha mantenuto quell’impegno che l’ha vista sempre protagonista, ovvero mettere insieme musica e letteratura: due testi portano infatti le firme di Amelie Nothomb e di Philippe Sollers, uomo di spicco della cultura francese contemporanea.

E poi c’è il teatro, la recitazione, il mondo da cui è partita e a cui ritorna più volte, c’è anche il cinema.

Nel 1965 è la protagonista del film 'Belfagor' col quale raggiunge la massima popolarità.

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Immagine riferita a: Saint-Germain-des-Près - Un contributo di Leonardo A. GrecoLa Musa dell’esistenzialismo francese oggi ha novantaquattro anni e vive in Provenza, a pochi chilometri da Saint Tropez

A Saint-Germain-des-Près, sopravvivono ancora i famosi ritrovi che resero celebre il quartiere ma manca l’atmosfera bohemien dei caffè letterari e delle vie dell’antica Saint-Germain.

Non esiste più quello spirito ribelle e la voglia di vita che aleggiava tra i tavoli dei bars: soli rimangono i turisti e tanti, tanti negozi di freddo lusso.

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Gréco pleure Saint-Germain-des-Près dans 'Il n’y a plus d’après'

 

Qui di seguito si trascrive il testo originale

Maintenant que tu vis

À l’autre bout de Paris

Quand tu veux changer d’âge,

tu offres un long voyage

Tu viens me dire bonjour

Au coin de la rue Dufour.

Tu viens me visiter

À Saint-Germain-des- Près.

Il n’ya plus d’après

À saint-Germain–des-Près

Plus d’après-demain

Plus de après midi

Il n’y a qu’aujourd’hui.

Quand je te reverrai

À Saint- Germain-des-Près

Ce ne sera plus toi

Ce ne sera plus moi

Il n’y a plus d’autrefois.

Tu me dis 'Comme tout change

Les rues te semblent étranges.

Meme les cafés crème

N’ont plus le gout que tu aimes.

C’est que tu es un autre

Et que je suis une autre

Nous sommes étrangers

À Saint Germain des Près

Il n’y a plus d’après

À saint-Germain-des-Près

Plus d’après-demain

Plus d’après midi

Il n’y a qu’aujourd’hui.

Quand je te reverrai

à Saint-Germain-des-Près

Ce ne sera plus toi,

ce ne sera plus moi

il n’y a plus d’autrefois

a vivre au jour le jour

le moindre des amours

prenait dans ces ruelles

des allures éternelles

mais à la la nuit la nuit

c’était bientot fini

voici l’éternité

de Saint-Germain-des-Près

Il n’y a plus d’après

À saint-Germain-des-Près

Plus d’après-demain

Plus d’après midi

Il n’y a qu’aujourd’hui.

Autore Prof-Greco

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Inserito il 11 Giugno 2020 nella categoria Relazioni svolte